“John avrebbe capito, poi, che c’è un momento in cui la vita deve diventare solo tua; devi reclamarla tra tutte le storie che ti sono state date, che ti sono state passate o affidate, o cheti sono rimaste in mano mentre qualcun altro reclamava la propria.”
È il 1917. Su un campo di battaglia vicinoal fiume Escaut, John è a terra inerte dopo che un’esplosione l’ha travolto. Nello stordimentoi ricordi iniziano ad avvolgerlo come i fiocchi di neve che piano piano cadono dal cielo: una notte d’inverno, un incontro casuale in un pub in mezzo al nulla, un bagno caldo con la donnache ama, la pace di un destino che si compie. Tre anni dopo, John è tornato dalla guerra,è a casa nel North Yorkshire, vicino a un altro fiume. È vivo, ma non ancora completo. Riunito con Helena, un’artista, riapre la sua attivitàdi fotografo e cerca di ricominciare a vivere.Ma il passato irrompe nel presente, e i fantasmi iniziano a emergere nelle immagini che sviluppa: fantasmi con messaggi che John non riescea comprendere. Inizia così un racconto che attraversa quattro generazioni, un racconto fatto di legami che si allentano e si riannodano conil passare degli anni.
L’abbraccio è più di un romanzo: è una preghiera, un inno, un grido, una celebrazione dei silenzi che ci aiutano a comprendereun mondo, il nostro, pieno di mistero, di orroree compassione, di perdita e speranza.
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