Come le altre principali realtà occidentali, pure l’Italia era entrata nell’era del volo controllato attraverso la terribile esperienza del Primo conflitto mondiale, e aveva per questo anch’essa inizialmente ereditato il sogno collettivo di un’aeronautica garante della pace perpetua tra i popoli. In tale contesto – intersecando fonti inedite, repertori d’epoca e letteratura multidisciplinare – il libro ricostruisce criticamente la formazione di un pensiero e di una tensione progettuale aviatoria nel primo dopoguerra italiano: una rivoluzione antropologica verticale, concepita come frontiera ultima della civiltà delle macchine, avviata nella Penisola anche da personalità oggi dimenticate; su tutte quella del giornalista Tullo Morgagni, morto con altre 15 persone a Verona il 2 agosto 1919, nel primo vero disastro aereo della storia nazionale. Fra slanci, resistenze e mitizzazioni, vengono riannodate le fila disperse della dialettica tra aeronautica militare e aviazione civile, così come si è evoluta dalla crisi definitiva del sistema liberale sino agli ultimi momenti vitali del regime fascista, con una particolare attenzione all’investimento – retorico e infrastrutturale – che Mussolini fece riversare sulla sua Romagna natìa, per trasformarla artificialmente nella terra dell’Ala d’Italia, e quindi nella rappresentazione urbana del suo essere “primo pilota” ai comandi del Paese.
Il decollo dell’aviazione italiana. Propaganda, dibattiti e saperi tra le due Guerre
Il prezzo originale era: 23,00 €.16,10 €Il prezzo attuale è: 16,10 €.
📍 -- persone hanno visualizzato questo prodotto recentemente
🚚 Consegna stimata: Ott 14 - Ott 19
📦 Politica di spedizione: Spedizione gratuita per ordini superiori a 25 €
🛡️ Resi entro 30 giorni: Reso gratuito, nessuna commissione di riassortimento
✉️ Supporto clienti: Assistenza dedicata 24/7
🔒 Pagamento sicuro garantito






Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.